Chi è e cosa fa una Doula

Nonostante rispetto a qualche anno fa la parola doula sia decisamente più conosciuta ed utilizzata, quando parlo con le donne o con altri operatori mi accorgo che comunque ancora non è ben chiaro di cosa si occupa questa figura professionale e come. Una cosa che ormai mi pare di poter affermare sia chiara a tutti è che non si tratta di una figura sanitaria e che si occupa di accompagnamento alla maternità, intesa come un concetto a tutto tondo e che ogni donna e ogni persona definisce a modo suo. La figura professionale della doula è così difficile da descrivere perché ha tante diverse sfaccettature, è molto fluida nel suo ruolo e il suo lavoro si plasma interamente sui bisogni di mamme e famiglie che affianca. La doula si dedica ad una cura a tutto tondo ma per il suo lavoro sono fondamentali l’accudimento e il supporto emotivo e pratico, che permettono di valorizzare l’esperienza della maternità come momento trasformativo profondo. La maternità, a qualsiasi età, con qualsiasi esito e modalità, è uno dei riti di passaggio più potenti nella vita di una donna e pertanto porta con sé un momento di crisi per il quale è necessario mettere in campo molte risorse. Se l’esperienza viene vissuta con consapevolezza, sostenuta e supportata, la donna si sente rafforzata, protagonista, in pieno empowerment e forte nel suo intuito e nelle sue competenze, di madre e anche di donna. La doula lavora proprio su questo fronte e funge da facilitatrice  per far si che ogni donna possa sentire di aver vissuto la sua esperienza nel migliore dei modi, guidata dai suoi desideri e dai suoi bisogni. Una caratteristica centrale della doula è che può affiancare donne con idee e visioni anche molto diverse sulla maternità e la genitorialità, in quanto non si sostituisce alla famiglia e alle loro competenze ma fa un pezzo di strada con loro, percorrendo i sentieri che la famiglia ha scelto.

In epoca moderna il termine doula viene usato per la prima volta nel 1966 dall’antropologa Dana Raphael per indicare una donna esperta che aiuta le altre donne nel periodo subito successivo alla nascita dei loro figli, ma il termine era già usato nell’antica Grecia con la connotazione di schiava, tanto che oggi la Grecia è l’unico paese che non utilizza il termine doula. Negli Stati Uniti i primi corsi di formazione si ebbero negli anni ‘80, mentre in Italia si deve aspettare fino al 2007. Anche se la doula non è una figura sanitaria, diversi studi dimostrano che le donne che usufruiscono di questa professionista  riducono l’uso di farmaci in travaglio del 30-40%, hanno travagli più corti del 25%, dimezzano la possibilità di un parto cesareo e ricorrono il 60% delle volte in meno all’epidurale, oltre ad avere una maggior salute sia per la mamma che per i bambini.

Per cercare di riassumere l’operato della doula prendo spunto dalla lista stilata dalla sociologa e ricercatrice Pamela Pasian all’interno del suo libro “Doulas in Italy – The emergence of a “new” care profession”. La doula:

  •  è una professionista che si prende cura delle madri e delle famiglie rendendole protagoniste della loro esperienza;
  •  rappresenta una modalità di cura innovativa, che offre un sostegno flessibile e personalizzato
  •  unisce diversi sistemi di conoscenze per rispondere ai bisogni delle madri e delle famiglie
  •  ha fiducia nelle madri e nel loro intuito
  •  non dice ai genitori e alle madri cosa devono fare, ma piuttosto aiuta nel reperimento di informazioni che permettono alle famiglie di prendere le decisioni che sentono più in sintonia con la loro storia e i loro desideri
  •  sostiene le madri e le famiglie senza giudizio, indipendentemente dalle loro scelte relative alla gravidanza, al parto e al postparto
  •  utilizza un approccio gentile e accogliente costruendo uno spazio sicuro e comodo per le madri e le famiglie.

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